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"La Fondazione Forense Bolognese compie cinque anni di attività"

Da quando si è data formale e solenne vita alla nostra Fondazione Forense Bolognese, avvenuta nella Sala di Consiglio alla presenza del notaio Dott. Luigi Malaguti e di alcuni Consiglieri dell’Ordine, sono trascorsi cinque anni.

L’atto di fondazione è stato sottoscritto in data 18 novembre 1999 dall’allora Presidente, Avv. Giuliano Berti Arnoaldi Veli. Per quanto previsto dallo statuto, alla Fondazione competono, tra gli altri, i “compiti di fornire le condizioni per una crescita della cultura forense e giudiziaria nell’ambito del Distretto della Corte d’Appello di Bologna che coinvolga e amalgami le diverse componenti associative che in essa traggono le ragioni della loro esistenza; di predisporre per i giovani, che intendono intraprendere la libera professione di Avvocato, strumenti di studio e di formazione forense; di fornire agli avvocati che operano nell’ambito del Distretto della Corte d’Appello di Bologna, un servizio di aggiornamento e possibilità di specializzazione nei diversi settori forensi e dell’attività giudiziaria”.

Un lustro di attività. Un tempo tutto sommato breve, ma vissuto in modo assai intenso, nel quale l’Ordine di Bologna ha saputo cogliere con coraggio e determinazione la sfida della “formazione permanente” degli avvocati, assumendo altresì un impegno deciso e responsabile nella preparazione dei praticanti alla professione e all’esame di abilitazione.

I dati statistici che cercheremo di ordinare in questa occasione offrono in modo chiaro l’immagine del progressivo aumento dell’offerta formativa e del consenso ottenuto. Ciò che i dati statistici invece non dicono, ma che non va taciuto, è che dietro ad ogni numero c’è una meravigliosa realtà umana; avvocati che con sacrificio e generosità hanno consentito alla nostra Fondazione di raggiungere, sul territorio nazionale, risultati apicali, che hanno dato, e che ancora vigorosamente danno, il loro contributo nel tentativo di far crescere qualitativamente l’avvocatura bolognese con ogni mezzo: dal corso breve al seminario approfondito, dal cineforum alle tecniche di comunicazione e dizione.

Qualcosa abbiamo fatto e molte difficoltà le abbiamo superate. Molto rimane ancora da fare. L’obiettivo però è sempre lo stesso, anche perché come già ho avuto modo di affermare in altra occasione, il recupero di una forte e permanente dimensione formativa è probabilmente, in prospettiva, la principale componente di un auspicato percorso di rinnovamento della nostra professione. Ed è in questa dimensione formativa, intesa non soltanto come impegno di acquisizione di adeguate conoscenze professionali, ma anche come educazione ai valori etici che devono ispirare l’attività forense, che gli Ordini professionali, anche attraverso strutture come quelle della Fondazione Forense Bolognese, devono trovare a mio parere uno dei principali motivi di valorizzazione e rilancio.

Forse uno dei pregi maggiori che ha avuto la nostra Fondazione è stato quello di aprirsi alle altre realtà associative, istituzionali e professionali, organizzando corsi, ad esempio, in collaborazione con la Camera di Commercio di Bologna, l’Università degli Studi di Bologna, il Centro Studi di Diritto Concorsuale, i Dottori Commercialisti, i Ragionieri, i Notai, in piena e costruttiva collaborazione con alcune delle più rappresentative e tradizionali Associazioni quali, sempre a titolo d’esempio, A.G.I., A.N.F., Camera Penale Franco Bricola.

Una corretta analisi di quanto fatto in questi cinque anni, il come lo lasciamo al giudizio dei colleghi, non può non considerare separatamente le due fondamentali attività: quella di formazione dei praticanti e quella di aggiornamento per gli avvocati.

La “Scuola di tecnica forense e di preparazione all’esame di avvocato”. Il progetto di una vera e propria scuola forense per la formazione iniziale e permanente degli avvocati, che trova in altri ordinamenti tradizioni storiche consolidate e istituzioni prestigiose (Francia, Germania, Regno Unito) ha dalla sua parte tutta una serie di motivazioni concrete.

Innanzitutto l’obiettivo primario è quello della formazione dei praticanti avvocati per renderli in grado di avviarsi concretamente all’esercizio della professione.

Tale compito non può però esaurirsi nella mera preparazione dell’esame di abilitazione.

Nei due anni di tirocinio il praticante dovrebbe poter acquisire soprattutto un patrimonio di conoscenze tecniche tali da consentirgli, una volta superato l’esame, di potersi orientare ed operare con sufficiente maturità professionale e autonomia di giudizio nell’esercizio della professione.

A tal fine è necessario offrire ai futuri avvocati già nel periodo della pratica una serie di conoscenze sistematiche di base su vari aspetti della professione che esulano dai programmi dell’esame ed assumono invece grande importanza sul piano pratico.

Purtroppo non sempre è possibile fare acquisire con compiutezza tali elementi nella quotidiana attività di uno studio professionale, che rimane peraltro un luogo essenziale per la pratica forense. L’incalzare degli impegni professionali dei titolari, infatti, può talora essere di ostacolo ad un approfondimento sistematico di alcune tematiche pratiche.

Il contributo di un corso di formazione integrato, assolutamente compatibile con la imprescindibile pratica negli studi e nelle aule di udienza, può dunque essere essenziale per la qualità e l’efficacia della pratica forense.

La realizzazione di un simile progetto non nasce dal nulla qui a Bologna. Il primo corso di preparazione agli esami di procuratore legale risale infatti al 1981 sotto la diretta organizzazione del Consiglio dell’Ordine, presieduto dall’allora Presidente Avv. Angiola Sbaiz. Tale iniziativa si è ripetuta nel tempo ed è divenuta elemento caratterizzante dell’attività del Consiglio. Dai primi anni, nei quali si presentava come un semplice corso della durata di circa due mesi strettamente mirato alla preparazione per l’esame di abilitazione, si è evoluto nel tempo fino ad acquisire attualmente caratteri, contenuti e durata di maggior portata. Dall’inizio, e ancor oggi, esso ha potuto avvalersi del contributo di colleghi tra i più stimati e preparati nelle singole materie.

Il momento di svolta della sua graduale evoluzione è probabilmente da individuare nei corsi del 1997 e del 1998, che portarono, a seguito di una significativa riorganizzazione e con l’introduzione di alcune nuove materie di contenuto pratico (obblighi fiscali, adempimenti amministrativi, informatizzazione dello studio ecc.) ad un aumento consistente degli iscritti. Alla base di questa svolta vi è un progetto organico, le cui linee guida furono elaborate e discusse non senza contrasti dal Consiglio dell’Ordine già nel 1996, che si propone, appunto, di perseguire i due primari obiettivi della formazione dei giovani e dell’ aggiornamento permanente della categoria.

L’andamento della Scuola può essere ad oggi sintetizzato come segue:

 
ANNI
N.ORE DI LEZIONI
N. PARTECIPANTI
CORSO DI TECNICA FORENSE
2000/01

2001/02

2002/03

2003/04

2004/05

2005/06

187

195

221

228

243

273

81

141

181

141

142

145

 
Totale 831

Il tema dell’aggiornamento professionale e formazione permanente degli avvocati è altrettanto fondamentale.

Si pensi, tra le varie motivazioni che potrebbero addursi in questa direzione, alla necessità di attrezzarsi in modo più adeguato dinanzi all’intensificarsi delle relazioni giuridiche con soggetti di altri Paesi della Comunità Europea e con professionisti e istanze giudiziarie di altre lingue e di altri Paesi stranieri; alla vera e propria urgenza, di fronte all’incalzare della concorrenza da parte di altre categorie professionali, di acquisire una migliore conoscenza dei meccanismi societari e della finanza aziendale per essere in grado di instaurare rapporti di più stabile collaborazione con alcuni soggetti economici; alla necessità pratica di acquisire un minimo di conoscenze per l’utilizzazione di strumenti di lavoro offerti dalle moderne tecnologie informatiche in grado di agevolare grandemente l’attività professionale.

I primi corsi di aggiornamento professionale sono iniziati nel 2000. L’obiettivo verso il quale si è protesa questa iniziativa è stato quello di creare un percorso di formazione professionale capace di proiettarsi nel vivo della pratica e dell’attività forense, con l’ambizione di proporsi quale strumento di formazione permanente e luogo di approfondimento delle tematiche professionali, da quelle di carattere normativo a quelle organizzative e pratiche, ponendosi al servizio della categoria e delle sue aspirazioni di crescita culturale e civile.

Un obiettivo che vale la pena di continuare e coltivare con impegno attingendo alle migliori tradizioni della nostra professione e al generoso contributo, non mi stancherò mai di dirlo, di molti nostri colleghi e amici.

L’analisi statistica dell’attività, in questo caso, ricomprende sia gli aggiornamenti cosiddetti in “pillole” (incontri della durata massima di due ore), sia i seminari (corsi della durata massima di 20 ore), sia dei corsi cosiddetti istituzionali, ovverosia quelli che la legge pone a carico dei Consigli dell’Ordine, quali ad esempio il Corso per l’iscrizione nell’elenco dei difensori d’ufficio, il Corso di aggiornamento e perfezionamento in diritto minorile e il Corso di aggiornamento e formazione sulla legislazione in materia di immigrazione.

 
ANNI
N. DEI CORSI
N.PARTECIPANTI
PILLOLE
2000

2001

2002

2003

2004

1

9

6

6

5

30

225

250

520

808

Totale A 27
Totale C 1883
SEMINAR I E CORSI ISTITUZIONALI
2000

2001

2002

2003

2004

1

6

10

7

7

80

326

600

333

447

 
Totale B 31
Totale D 1786
 
Totale A+B 58
Totale C+D 3669

Dall’esame degli schemi sopra riportati balza subito all’occhio un dato che non può che confortarci e spronarci a continuare: in cinque anni di attività (rectius dal novembre 1999 al luglio 2004) 4.355 tra praticanti e colleghi hanno trovato nella la nostra Fondazione un punto di riferimento. Oltre a ciò l’offerta formativa è in continua crescita, come dimostrano le iniziative anche straordinarie di questo ultimo periodo dell’anno.

Un breve cenno, in chiusura, anche all’attività di editoria della Fondazione, che ha prodotto il suo quarto libro, e un richiamo all’opera silenziosa del sito internet, che oltre ad essere valido mezzo di supporto dell’attività didattica, ha consentito di portare la nostra modesta immagine al di là dei confini nazionali; in media, infatti, il 28% degli accessi sono dall’estero, mentre il rimane 72% sono nazionali. I collegamenti mensili poi, hanno raggiunto il considerevole numero di 1413, con 1784 pagine visitate.

Con grande gioia, infine, comunico che la Regione Emilia Romagna, con Determina n. 15590 del 28 ottobre 2004, ha conferito alla Fondazione Forense Bolognese il riconoscimento di personalità giuridica di diritto privato.

*** *** ***

Ai colleghi tutti che hanno generosamente collaborato, a coloro che hanno creduto in questo ambizioso progetto, al Segretario, al Tesoriere, ai componenti del Comitato di coordnamento, al Presidente e al Consiglio di Amministrazione, ai Soci, al Collegio sindacale, alle instancabili impiegate, grazie e… buon proseguimento.

Il Direttore

(Avv. Sandro Callegaro)

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